
Associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, danneggiamento, ricettazione, detenzione di kalashnikov, fucili a pompa, bazooka, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Una sfilza di capi di imputazione contestati a capi e sodali delle cosche di ‘ndrangheta operanti nei territori di Cirò Marina, Strongoli e Cariati e su cui la Dda di Catanzaro ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per 18 indagati coinvolti nell’inchiesta Saulo, che ha portato lo scorso ottobre i carabinieri del comando provinciale di Crotone ad eseguire il provvedimento vergato dal gip Massimo Forciniti contenente 21 misure cautelari, di cui 18 in carcere e 3 all’obbligo di dimora.
